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Per una centralità dell'accoglienza nel turismo
Il tema dell’accoglienza è un tema centrale per chi
si occupa di turismo. C’è anzi chi sostiene che
l’accoglienza sia l’essenza stessa
dell’esperienza turistica.
Resta il fatto che, tradizionalmente, a questo tema in Italia si
dedicano poca attenzione, poca progettualità e poche
risorse.
Molti Enti privilegiano un’ottica esterna, considerano
prioritarie la presenza alle fiere, le campagne pubblicitarie, le
attività sui mercati... tutte cose importanti, ma senza
una decisa attenzione al versante interno, all’accoglienza
e all’ospitalità, il rischio di una miopia del
marketing è evidente.
Io credo che il tema dell’accoglienza sia
“strategico”, non tattico; centrale, non accessorio.
La mia esperienza dice chiaramente che gli Uffici Informazione e
Accoglienza svolgono un ruolo fondamentale per lo sviluppo di una
destinazione.
Per affrontare adeguatamente il tema dell’accoglienza
però, occorre considerarlo non solo dal punto di vista
tecnico ma anche dal punto di vista culturale. Il tema
dell’accoglienza riguarda tutti: operatori turistici e
residenti.
Da questo punto di vista ognuno ha un ruolo: ogni soggetto
presente in un territorio contribuisce a rendere quel territorio
più o meno accogliente.
E questo richiede progetti condivisi, formazione, e campagne di
sensibilizzazione.
Sono consapevole che pensare di realizzare delle campagne di
sensibilizzazione alle problematiche dell’ospitalità
e del turismo, possa suonare strano a chi crede che le campagne
si debbano fare solo verso i mercati della domanda, o a chi crede
di vivere in un ambiente tradizionalmente ospitale, e fatica a
rendersi conto che anche nei territori a più solida
tradizione turistica non mancano comportamenti poco accoglienti,
o addirittura fenomeni di antiturismo.
Ma il tema non può essere trascurato. Affrontare
l’accoglienza serve per stimolare comunità
accoglienti, per rendere consapevoli i residenti del valore del
patrimonio che li circonda, ma l’aspetto chiave che vorrei
sottolineare è che “accogliere è fare
marketing”, anzi il marketing dell’accoglienza
è il marketing che costa di meno e rende di più.
E’ sufficiente leggere una qualsiasi ricerca sui visitatori
per accorgersene. Tutte le ricerche che conosco mostrano che i
motivi di scelta di una destinazione sono legati alle esperienze
precedenti e al passaparola, aspetto quest’ultimo esploso
ulteriormente con la rivoluzione di internet.
Ma “esperienze precedenti e passaparola” significano
che nel territorio qualcuno c’è stato, si è
trovato bene, e ne ha parlato, stimolando altri a fare quella
stessa esperienza.
Gli uffici informazione ed accoglienza possono svolgere un ruolo
fondamentale più di quanto non facciano ora, per lo
sviluppo dei territori; questo però ad alcune condizioni:
- gli Iat devono essere concepiti come luoghi relazionali, e
questo perché il turismo si occupa di persone non di
merci, pertanto l’attenzione non deve andare solo alle
transazioni economiche (pure importantissime), ma
prioritariamente alla costruzione di relazioni,
- gli Iat devono diventare occasioni e strumenti di marketing,
- gli Iat vanno considerati Porte di Accesso ad un Mondo,
- e vanno utilizzati come luoghi di ascolto della domanda.
Giancarlo Dall’Ara
www.giancarlodallara.com
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