“turismo responsabile:un nuovo business per il turismo organizzato? Il caso Viaggi e Miraggi”
E’ evidente che il turismo possa costituire uno strumento di sviluppo economico e sociale di primaria importanza per i Paesi in via di sviluppo, come avviene già da alcuni anni nei Paesi industrializzati.
Tuttavia è stata dimostrata da più parti la natura ambivalente del turismo. Esso può contribuire positivamente allo sviluppo socio-economico e culturale della destinazione, ma allo stesso tempo, se sviluppato in maniera incontrollata, può causare fenomeni di degrado ambientale e di “bastardizzazione” della cultura e delle tradizioni locali.
Negli ultimi anni è cresciuta la consapevolezza dei danni e dei problemi arrecati dal turismo tradizionale soprattutto ai paesi del sud del mondo. A denunciare squilibri di molte comunità locali, divenute destinazioni turistiche, sono le ONG (organizzazioni non governative), le agenzie di sviluppo e di cooperazione, le Nazioni Unite, sociologi, antropologi ed educatori di ogni angolo del mondo, persino le chiese e le religioni.
In alcuni casi è il grande giro di denaro a sconvolgere ed incidere sull’organizzazione gerarchica e familiare della società ospitante, con le stesse problematiche da una parte all’altra del globo.
Dall’attenzione e dalla relativa presa di coscienza del fenomeno turistico nella sua interezza è nato un movimento di attenzione caratterizzato da un’ approccio diverso allo sviluppo turistico: il Turismo Responsabile. Il turismo responsabile è un viaggiare etico e consapevole, una filosofia di vita dettata dalla consapevolezza di chi va incontro alla gente, alla cultura e alla natura di un altro paese, come portatore di principi universali, in grado di stabilire rapporti autentici con le comunità ospitanti.
Chi viaggia deve farlo ad occhi aperti, facendo continuamente attenzione affinché le società locali non vengano estromesse dalla propria cultura ma restino padrone della loro vita.
Il Turismo responsabile è una forma di turismo che si basa sull’operato di piccole medie associazioni e cooperative, nella maggior parte dei casi hanno carattere no profit, ma non solo. In un ottica “tradizionale” è nato il primo Tour Operator italiano specializzato in viaggi di Turismo Responsabile: PINDORAMA.
Nata nel 1994 come ASSOCIAZIONE CULTURALE PINDORAMA si è sviluppata poi, nel 1995, nel tour operator PINDORAMA VIAGGI CONSAPEVOLI che, a tutt'oggi, rappresenta il primo e unico tour operator italiano impegnato autenticamente nello sviluppo di un turismo più etico e consapevole.
Accanto all’attività svolta da Pindorama si affianca l’attività di altre piccole e medie organizzazioni, tra le quali la Cooperativa di viaggi “Viaggi e Miraggi” di Treviso.
In questo caso l’idea è quella di creare, procedendo per tappe, una vera e propria agenzia di viaggi equi e solidali che a livello nazionale:
1. Offra dei viaggi organizzati nei paesi del Sud del mondo con visite ai produttori, a progetti di cooperazione internazionale, a luoghi importanti per la conoscenza della cultura, della tradizione e dell’ambiente ospitante.
2. Organizzi itinerari e percorsi di turismo responsabile in Italia.
3. Permetta ad ogni Bottega di Commercio Equo di proporre e promuovere presso ai propri soci i vari viaggi equi e solidali.
4. Crei una rete di informazione interna sul turismo responsabile e sui viaggi di turismo responsabile.
5. Proponga incontri e seminari sul tema con le scuole e tutte le altre realtà che ne facciano richiesta.
Sia Pindorama che Viaggi e Miraggi aderiscono all' Associazione Italiana Turismo Responsabile, e alla "Carta d' Identità per viaggi sostenibili", dove si vuole promuovere un modo di fare turismo che sia equo nella distribuzione dei proventi, rispetto delle comunità locali e a basso impatto ambientale.
Appare evidente che lo sviluppo di questa forma di turismo vede l’opposizione d’interessi di più attori nello scenario turistico.
Si è giunti ad un quadro che vede come figure di maggior rilievo i Governi e le autorità degli stessi Paesi del Sud del Mondo oltre alle imprese che negli stessi territori svolgono turismo tradizionale.
Purtroppo le comunità locali a questa forma di tirannia possono opporsi ben poco in quanto nella maggior parte dei paradisi del Sud del mondo di democrazia ce n’è ben poca, e per il potere di cui si sono auto investiti i governanti locali qualsiasi iniziativa volta a mettere in evidenzia gli inconvenienti del turismo di massa potrebbe essere vista come una forma di sovversione al governo locale e punita con pesanti repressioni.
Gli Stati si rilevano così, paradossalmente, dei nemici del turismo responsabile.
Inoltre la popolazione locale nell’ambito di progetti di sviluppo turistico ha un coinvolgimento relativo, è noto come essa venga utilizzata esclusivamente come bassa manovalanza sottopagata, o meglio pagata in base ai canoni retributivi del luogo, ben diversi dalle retribuzioni elargite al personale straniero che viene impiegato nello svolgimento delle stesse mansioni e dai proventi riscossi dall’organizzazione stessa.
La prassi di importare personale qualificato dal paese di origine dell’impresa, porta ad un inaridimento dell’ imprenditorialità locale ed un abbassamento sempre maggiore del tasso di professionalità dell’area nella quale si vede sorgere un qualsiasi complesso turistico così organizzato.
L’unica cosa da fare per contenere questi fenomeni è diffondere una cultura, non basata sul sentimentalismo o “sull’esigenza della buona azione”, ma su una coscienza critica del consumatore grazie alla fornitura di parametri chiari e concreti ai quali riferirsi per una scelta mirata e consapevole.
Nella prima parte di questa tesi viene analizzato il fenomeno turistico tradizionale e gli impatti, da esso scaturiti, nell’economia, nel contesto ambientale e nel tessuto sociale dei paesi in via di sviluppo e le motivazioni che hanno portato ad orientarsi verso una forma di turismo più ”responsabile”. Nella seconda parte viene analizzato il fenomeno del Turismo responsabile nella sua interezza: partendo dall’analisi del concetto fino ad arrivare ad un’analisi dettagliata dei principali operatori internazionali, con una specifica attenzione alla realtà italiana ed infine valutando attraverso una considerazione oggettiva i limiti presenti ad un’adesione massiccia a questa nuova filosofia di viaggio.
Università di Perugia/CST
Anno accademico 2001/2002
GIOVANNA CICCHETTI
giovanna_cicchetti@hotmail.com