Quanti sono davvero i turisti cinesi?
Nel 2019 il turismo outbound cinese ha raggiunto il suo massimo storico registrando ufficialmente 155 milioni di viaggiatori all’estero secondo China Tourism Academy (CTA). Questo flusso ha generato una spesa turistica internazionale superiore a 133,8 miliardi di dollari, posizionando i viaggiatori cinesi in cima alla classifica globale per consumi all’estero.
Per il 2025, CTA ha stimato che il volume complessivo si sia posizionato in prossimità dei livelli del 2019, registrando una media di un viaggiatore outbound ogni dieci cittadini (pari a circa 140 milioni di viaggiatori totali). Tuttavia, le rilevazioni di istituti di ricerca indipendenti portano a ridimensionare queste cifre ufficiali, evidenziando una ripresa reale più contenuta sia nei volumi che nella spesa effettiva.
| Parametro Statistico | Dati ufficiali 2019 | Dati ufficiali 2025 | Stime 2025 GDA |
|---|---|---|---|
| Viaggi Outbound Totali | 155 Milioni | Circa 140 Milioni | 130 Milioni |
Può essere utile ricordare che intorno al 2010, i maggiori istituti di ricerca mondiali – OMT (Organizzazione Mondiale del Turismo) compresa – ipotizzavano che la Cina avrebbe raggiunto il traguardo di 200 milioni di viaggiatori outbound già nel 2020.
Poi, nei modelli previsionali post-pandemia il raggiungimento della soglia dei 200 milioni di viaggi annui è stato posticipato al 2028, ricalibrando la stima intermedia per il 2025 a circa 179 milioni di viaggi (COTRI China Outbound Tourism Research Institute).
Ora, se consideriamo la cifra ufficiale di 155 milioni di viaggiatori outbound registrati nel 2019, ben il 60% di questo volume (pari a circa 100 milioni di viaggi) si è concentrato esclusivamente sulla macro-regione della Greater China, ovvero Hong Kong, Macao e Taiwan. Di conseguenza, i “veri” viaggi outbound verso paesi esteri nel 2019 sono stati circa 55 milioni. Ma è cruciale sottolineare anche che questa cifra non rappresenta singole persone fisiche, bensì il numero complessivo dei transiti e dei viaggi effettuati (che include viaggiatori frequenti o multipli nel corso dello stesso anno).
Gli arrivi in Europa nel 2019
Mentre le mie stime indicano in circa 6 milioni i turisti reali giunti in Europa nel 2019, i dati ufficiali della European Travel Commission (ETC) e della CTA riportano cifre comprese tra 13 e 18 milioni di arrivi.
La differenza risiede interamente nel meccanismo di rilevamento statistico:
- I database ufficiali degli enti nazionali del turismo europei registrano gli arrivi per destinazione, non le singole persone.
- Di conseguenza, se un turista cinese atterra in Italia, prosegue il suo viaggio in Francia e infine si reca nel Regno Unito, i sistemi statistici nazionali registreranno tre arrivi turistici distinti. Questo “conteggio multiplo” lungo i tour multi-tappa a lungo raggio gonfia artificialmente i dati ETC e CTA, confermando che la stima di 6 milioni di individui fisici reali è la sola metodologicamente corretta per misurare il bacino di passeggeri reali.
Nel 2025 la ripartizione strutturale del mercato outbound cinese ha mostrato dinamiche del tutto analoghe:
- A fronte dei 140 milioni di viaggi outbound stimati ufficialmente dalla CTA per il 2025, circa 94 milioni (circa il 67% del mercato globale) sono stati effettuati verso Hong Kong, Macao e Taiwan.
- Questo significa che i “veri” outbound cinesi diretti oltre la Greater China nel 2025 sono stati circa 46 milioni di viaggiatori.
Per quanto riguarda l’Europa, l’ETC ha riferito di aver accolto quasi 10 milioni di arrivi cinesi nel 2025. Ma anche questo dato appare fortemente sovradimensionato a causa del medesimo errore sistemico di conteggio multiplo applicato ai flussi multi-paese europei. Depurando il dato statistico dalle tappe intermedie del medesimo viaggio, il volume reale di singoli cittadini cinesi che hanno effettivamente visitato l’Europa nel 2025 si attesta a una stima più realistica di circa 4 – 5 milioni di persone reali.
Studio GDA – www.marketing-turistico.com
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Note
La marcata discordanza riscontrata tra i dati ufficiali e le rilevazioni degli istituti indipendenti risiede in una fondamentale divergenza metodologica e definitoria:
La National Immigration Administration (NIA) registra ogni singolo passaggio fisico di frontiera (border crossing), conteggiando separatamente l’andata e il ritorno. Questa metrica doganale finisce per includere i flussi ripetitivi dei lavoratori transfrontalieri e dei residenti commerciali diretti quotidianamente o per brevissimo termine a Hong Kong e Macao.
Gli istituti di ricerca indipendenti applicano invece le definizioni standard dell’OMT, isolando il concetto di “turista outbound” reale ed escludendo i movimenti transfrontalieri giornalieri o pendolari, concentrandosi esclusivamente sui pernottamenti all’estero per svago, affari o visite personali.
Le statistiche europee misurano gli ‘arrivi nelle strutture ricettive’ e non le singole persone. Poiché all’interno dell’area Schengen non ci sono frontiere fisiche, il transito del turista non viene registrato doganalmente al passaggio tra uno Stato e l’altro. Di conseguenza, se un turista cinese atterra a Roma, poi pernotta a Parigi e infine a Monaco di Baviera, i sistemi statistici nazionali di Italia, Francia e Germania registreranno, ciascuno, un arrivo. Un solo cittadino cinese si trasforma così in tre ‘arrivi turistici’ nei database continentali.