Innovazione e Identità per lo sviluppo del turismo

“Creare valore per il territorio: l’offerta turistica tra identità e innovazione”

Prof. Giancarlo Dall’Ara

(sintesi dell’intervento a San Patrignano, 22 giugno 2016)

 

 

Chi sono i turisti oggi

Eravamo abituati a descriverli con pochi tratti, con segmentazioni geografiche semplici: i tedeschi, i francesi, gli svedesi.

Io stesso riducevo tutto a tre “generazioni” di turisti.

Oggi il quadro si è complicato non poco e tentare di descrivere un turista con solo un aggettivo è una impresa ardua.

Di fronte ad un mercato frammentato gli stili di turismo hanno perso i loro confini.

Le stesse etichette basate sui criteri sociodemografici dimostrano di aver fatto il loro tempo, e di non essere più sufficienti a descrivere quello che accade sul versante della domanda.

Giustamente oggi si parla di iperpersonalizzazione della domanda, e della necessità – per una comprensione dei turisti – di passare “dalla ricerca all’ascolto”, cioè di imparare da loro.

 

Oggi molti turisti vivono in uno e tutti hanno uno smartphone in mano che fa di loro dei turisti aumentati, più informati (o meglio più esposti alle informazioni), più critici, più attenti. Per molti di loro fare fotografie è più importante delle “esperienze” che pure vogliono vivere.

 

Quel che è certo è che lo Scenario del turismo ha oggi ritmi di cambiamento inimmaginabili solo pochi anni fa.

La rivoluzione digitale ha mutato radicalmente, assieme al panorama delle offerte,  anche i ruoli e le prospettive di chi si occupa di turismo e di ospitalità.

 

Insomma il mondo del turismo e dell’ospitalità oggi va considerato un “Mondo Nuovo” e non può essere affrontato ripetendo le cose che si facevano solo poco tempo fa, o prima della rivoluzione digitale.

Anzi direi che l’unica modalità di convivere con questo scenario è di essere anche noi innovativi, non solo di cavalcare l’onda dell’inovazione, ma di trovare anche noi un posizionamento nell’innovazione.

 

L’innovazione è dunque una necessità

 

Di fronte a noi ci sono tanti tipi di innovazione sui quali riflettere:

 

 

1. Innovazione di mercato

In Italia quando si parla di nuovi mercati viene subito in mente la Cina.

Rispetto al tema di oggi il mercato cinese è interessante per due motivi:

  1. nei confronti di questo mercato emergono tutti i limiti di un modo datato di affrontare il turismo, perché in Cina non basta andare ad una fiera per farsi notare o avere successo, né basta tradurre il sito web in cinese; con la Cina non funziona un atteggiamento statico o di attesa, perché in questo caso il rischio è che i “servizi a terra” restino tutti in mano agli operatori cinesi;
  2. la Cina va vista anche come il mercato delle opportunità per chi si occupa di turismo; la Cina non è solo il mercato dai numeri straordinari, ma è un Paese che ha anche bisogno del nostro know how per lo sviluppo di un turismo più umano e più sostenibile. E questo sia in termini di prodotti turistici che di processi e di regole.

 

 

2. Innovazione di prodotto

Siamo il Paese che ha cancellato le Locande, le Taverne, le Pensioni, quelle descritte dai grandi viaggiatori, ma ha importato acriticamente il modello del B&B e delle Country House o dei Resort.

Eppure non c’è turista che venendo in Italia non cerchi proposte italliane di ospitalità. Così i pochi modelli “italiani” di ospitalità oggi sono anche quelli che risentono di meno della crisi.

 

La domanda non cerca “prodotti”, come li intendevamo nel recente passato, cerca storie nelle quali entrare, luoghi nei quali vivere l’italian way of life.

 

E credo che proprio questo tema spinga a pensare che i borghi siano uno dei prodotti “nuovi” sui quali puntare.

Sino ad ora sul tema “borghi” si sono mosse le Istituzioni, soprattutto i Comuni che hanno dato vita a circuiti – alcuni, come “I Borghi più belli d’Italia”, di grande interesse – non i privati, o perlomeno non in modo sufficiente.

 

Io mi occupo di Alberghi Diffusi, sono l’autore di questo modello di ospitalità e posso testimoniare che il mondo dell’Ospitalità Diffusa  è ancora tutto da esplorare, ci sono molti nuovi modelli di ospitalità diffusa pronti, in attesa di essere testati, e per questo c’è bisogno di innovatori. E direi non solo per l’entroterra, ma anche per riorganizzare alcune zone a mare.

 

 

3. Innovazione di marketing

Quale deve essere la promozione in un panorama “nuovo” come quello che ho cercato di delineare?

La mia tesi è + accoglienza, non + promozione.

Il che, detto diversamente significa che dobbiamo imparare a fare promozione in loco, a generare un effetto spugna che trattenga di più gli ospiti, e che li trasformi nei nostri promotori, perché più credibili di noi nei mercati.

+ Accoglienza significa anche investire nella qualità della vita, nei servizi e nelle infrastrutture.

E su questo versante mi sembra venuto il momento di passare dalla “politica del sorriso” alla progettualità e al marketing dell’accoglienza.

Per inciso mi sembra anche venuto il momento di dare un nuovo ruolo agli uffici informazione

 

 

4. Nuove competenze

Il turismo è frutto dello spostamento di persone, non di merci; le persone in vacanza si aspettano esperienze, e al cuore delle esperienze ci sono le persone

Dunque – in uno slogan – le priorità nel turismo sono tre: Persone, Persone Persone. Con tutto quello che consegue in termini di aggiornamento e formazione.

 

In conclusione mi sembra interessante osservare che in Romagna da sempre si considera che al centro del turismo vi siano le persone, e questo conferma che in Romagna l’innovazione nel turismo non possa essere slegata dalla tradizione. Un tema che riecheggia quanto è scritto nella lettera di invito al nostro incontro “la Tradizione è una innovazione ben riuscita”.

 

 



 

GDA Giancarlo Dall'Ara Consulenze e progetti di marketing
Palazzo Maffei - 47866 Sant'Agata Feltria (RN)
tel. 0541 929777, fax 0541 929744 e-mail: giancarlo.dallara@gmail.com
Cookie Policy