Malesia: i tassisti nominati Ambasciatori del turismo. Notizia e commenti

La Malesia decide di nominare i tassisti Ambasciatori del turismo nel paese.

La convinzione del Governo malese è che un tassista “formato” possa contribuire positivamente all’immagine della Malesia.

Il primo ministro Datuk Seri Najib Abdul Razak, in occasione del “Tourism Taxi Amdassador Programmme”, al quale hanno partecipato oltre 500 tassisti, li ha definiti “nodali per il sistema turistico”, sia per il ruolo che loro hanno in termini di accoglienza, che per la funzione di interazione che esercitano. Anche per questo il Governo li considera fondamentali nel veicolare l’immagine della Malesia.

“Se i tassisti sono gentili, cortesi e customer-friendly, parlano bene del paese e mostrano un atteggiamento positivo, i turisti si sentiranno benvenuti” ha aggiunto.

L’obiettivo è di mettere in formazione per una giornata 4 mila tassisti – presso il Malaysian Tourism Center – e di nominarli poi Ambasciatori.

Commento:

Ho sempre considerato i gesti di benvenuto dei tassisti malesi (salvietta e bottiglia di acqua per i passeggeri), come un formidabile gesto di accoglienza, ma non credevo che il Governo si spendesse fino a questo punto per valorizzare il loro ruolo e per incentivarli a diventare gli Ambasciatori del turismo malese.

Ovviamente non so cosa accadrà, non so cioè quanti frutti faranno seguito alle intenzioni, ma il confronto con quanto accade da noi è inevitabile.

Ci sarà un Ministro, un dirigente Enit, un Assessore che cercherà di fare qualcosa di analogo da noi? Anzi, visto che noi siamo la patria dell’accoglienza, ci sarà qualcuno che vorrà fare di più, e meglio?

Ecco un bel commento a questa notizia di Carola Fedele: <<Sono d’accordo con il governo Malese a nominare i tassisti “Ambasciatori” dell’accoglienza turistica qui in Malesia. Anche perché il sistema trasporti pubblici è un pò complicato qui, soprattutto per un turista. Da quando sono arrivata, ormai un anno fa, non c’è stato un tassista con il quale non abbia chiacchierato, ascoltato consigli e anche discusso per l’utilizzo del tassametro. Sono simpatici, onesti e hanno voglia di parlare, confrontarsi, conoscere la tua realtà e soprattutto se ti piace la Malesia, cosa ti piace e se vivi bene. Anche se non mancano quelli furbi, i quali, pensando di parlare con una turista, spesso mi hanno sparato prezzi assurdi per una tratta di 5 RM. Il punto del discorso è proprio questo: quello che ho visto fino ad oggi è un trattamento diverso con un turista piuttosto che con un residente. Quando dico che non sono turista, che vivo qui e che conosco perfettamente la strada, allora si addolciscono e usano il tassametro, altrimenti con la scusa che c’è traffico, cercano di fregarti chiedendoti cifre improponibili. Quindi sono si d’accordo con il governo malese, ma dopo un’attenta formazione.

E sai perché qui funzionerebbe ed in Italia no? Perché qui la popolazione Malese non ha bisogno di turisti per vivere, quindi la loro accoglienza è naturale, sentita, voluta. Non sono costretti ad “essere accoglienti” per una questione economica. Attrarre turisti con la loro “finta” accoglienza è una cosa che riguarda solo l’Italia. Certo i Malesi, nella loro ignoranza, a volte non hanno le accortezze che potrebbe avere un’ Italiano e che i turisti Italiani quando vengono qui pretendono, perché non comprendono la loro cultura. E sai qual è il limite di noi Italiani? Siamo troppo convinti che “meglio di noi non c’è niente e nessuno”.
Attenzione quando parlo di Malesi, parlo di Malay, Indiani e anche di Cinesi, la popolazione ufficiale della Malesia. Il loro motto è “SATU (uno) MALAYSIA” e ci credono. Credono nella terra in cui vivono, ancora in forte crescite, ma la amano, la sentono loro!
Ci sono tante contraddizioni qui, che ancora io non riesco a capire e accettare, però quando esci, quando ti guardi in giro, li vedi sempre sorridenti, sereni, tranquilli… Non sono stressati, non si lamentano di nulla. Sono orgogliosi della loro terra. E lo senti nell’aria. Quando esco dall’ufficio, alzo lo sguardo e mi trovo le torri illuminate, ancora oggi, dopo un anno, non posso fare a meno di sedermi 5 minuti e ammirarle. Hanno una strana magia, che è inspiegabile. In ogni punto di Kuala Lumpur, ovunque tu sia, anche se in lontananza loro ci sono, le vedi ed è sempre come se le stessi guardando per la prima volta.
Una settimana fa, ho visto una famiglia italiana in vacanza passeggiare e fermarsi all’improvviso perché colpita dalla bellezza delle Torri. Mi sono emozionata e mi sono venuti i brividi.
Non mi ero mai resa conto di essere cosi attratta e rapita da questa terra, finchè non ho scritto questo testo. E’ strano. Io sono molto orgogliosa della mia terra, ma sono molto arrabbiata con la mia terra che mi ha “costretto” ad andare cosi lontano per poter realizzare un sogno. Ma a questo punto cavolo ci ho solo guadagnato. Mi sono arricchita di una magia che a parole non riesco a spiegare, ma che spero di riuscire a trasmettere con queste parole. Forse sarò ripetitiva, ma il fulcro dell’accoglienza Malese è proprio questo: non hanno bisogno di sforzarsi, di inventarsi l’impossibile, loro sono cosi ed proprio questa la loro forza!>>

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