Solo una mentalità sbagliata, o snob, può far guardare al turismo come ad una attività economica minore
Questa volta non pubblico un articolo mio, ma ripropongo uno stralcio di un articolo che quando uscì suscitò un certo interesse, che vorrei rilanciare:
“Dovremmo trovare una missione nuova, un nostro modo specifico di stare nel mondo, ma non abbiamo una mappa del futuro e fatichiamo a portarci all’ altezza degli eventi che ci circondano.
Di certo l’ Italia, prima ancora dell’ Europa, ha una grande opportunità: è la forza delle sue produzioni e dei suoi servizi di alta qualità, il suo estro per l’ estetica e il design, la sua capacità di arricchire i prodotti di valore simbolico, il potenziale non solo turistico del suo territorio, la sua cultura millenaria, il suo ambiente, la sua arte. In questo senso le grandi trasformazioni del mondo possono diventare un’ enorme opportunità per il nostro Paese. è su queste produzioni ad alto contenuto qualitativo e simbolico che negli anni futuri si consoliderà la domanda dei Paesi sviluppati e, soprattutto, si farà avanti la domanda dei Paesi emergenti.
Il Made in Italy di per sé è un brand di successo, Prada è un brand di successo, Tod’ s, ma anche il Brunello di Montalcino e la mozzarella sono brand di successo. è l’ Italia stessa che oggi nel mondo è un brand di successo, l’ Italia dei suoi territori, dei suoi mille formaggi e dei milli vini, della sua arte, delle sue ricchezze naturali, della sua cultura.
Solo una mentalità arcaica può far guardare al turismo con lo snobismo di chi lo considera un’ attività economica minore: per l’ Italia, e per le sue regioni più svantaggiate in particolare, può diventare uno straordinario volano di sviluppo, nel quadro di una più ampia valorizzazione del territorio.
Produzioni di qualità e ricchezza dei territori sono opportunità che non possiamo permetterci di perdere. Anche perché non partiamo da zero. Al contrario c’ è già un tessuto di imprese sulle quali poter puntare.
1. Dobbiamo, innanzi tutto, valorizzare al massimo e imporre sui mercati internazionali questo triangolo costituito dalla creatività, dal territorio e dalla produzione di beni e servizi di qualità.
2. Impareremo a lavorare di più insieme, anche quando saremo stati capaci di valorizzare al massimo le nostre risorse umane. Tutti sappiamo quanto gli italiani siano dotati di una straordinaria capacità individuale di immaginare e creare nuovi prodotti, ma manca ancora la capacità di gestire organizzazioni complesse e di operare nel mercato globale.
L’articolo è stato pubblicato dal quotidiano Repubblica il 21 settembre 2004 (!) con il titolo “Missione Italia, il futuro possibile”, a firma Giuliano Amato e Carlo De Benedetti.
Lo ripropongo oggi, in una fase nella quale sembra che l’Italia del turismo abbia gettato la spugna: http://www.albergodiffuso.com/turismo-nei-borghi-litalia-turistica-getta-la-spugna.html