Un diverso approccio allo sviluppo del turismo nel nostro Paese
Una disamina dei Piani promozionali in uso, da parte di Enti Pubblici e operatori privati, mostra i nodi attorno ai quali si organizzano gli approcci tradizionali allo sviluppo turistico dei territori:
- gran parte degli interventi “Pubblici” tende ancora oggi ad impostare le attività promozionali delegando completamente l’attività commerciale al versante privato, con gli evidenti problemi di coordinamento che spesso ne derivano;
- si tende inoltre a trascurare ciò che accade sul versante della domanda, privilegiando così azioni “schiacciate sull’offerta”, orientate cioè sui bisogni dei produttori di servizi turistici, in una logica “Product oriented”;
- si pone al centro dello sviluppo il sistema ricettivo tradizionale, sopravvalutando il ruolo degli alberghi, così che la visione che ne deriva può essere considerata largamente “albergocentrica”;
- infine l’approccio che risulta è unidirezionale, la domanda viene considerata solo come una funzione reattiva, e l’utilizzo degli strumenti del marketing, e più esattamente della promozione, nasconde una visione fideistica, assolutamente lontana dalla realtà.
Ecco allora Piani di Sviluppo messi a punto da Regioni e territori, che sono la semplice sommatoria di campagne pubblicitarie, presenza alle fiere turistiche, azioni di stimolo…, iniziative in gran parte derivate di una visione meccanicistica della realtà.
Quanto ai risultati di questo approccio allo sviluppo turistico dei territori, e della concezione del marketing che ne consegue, tutti possono valutarli:
- il sistema paese non tiene il passo con lo sviluppo del turismo a livello internazionale,
- regioni che hanno un clima e bellezze naturali straordinarie, restano confinate ad una dimensione turistica da sopravvivenza, con stagioni turistiche di poche settimane o pochissimi mesi,
- territori a vocazione turistica che, agosto a parte, possono contare solo su forme di escursionismo, o soggiorni brevissimi,
- indici di occupazione alberghiera talmente modesti che ogni anno spingono alla chiusura decine di alberghi, nel nostro paese, ….
Una situazione inspiegabile alla luce degli investimenti enormi in termini di promozione che da decenni ogni Regione prevede per il turismo e per lo sviluppo dei territori. Si tratta di risultati, a ben vedere, che il nostro paese avrebbe ottenuto comunque, basandosi solo sui suoi punti di forza naturali, senza alcun investimento di carattere promozionale.
Ecco allora la necessità e l’urgenza di un diverso approccio allo sviluppo, che tenda ad esaltare il ruolo della risorsa umana nella valorizzazione del territorio, che sottolinei l’importanza del tema progettualità e della necessità di fare rete, tale da rispondere alle esigenze della domanda delle persone che vanno in vacanza..
Giancarlo Dall’Ara