Gegrafie del viaggio: vicino, lontano, … e oltre la distanza

All’inizio del turismo moderno: “vicino”

All’inizio del turismo moderno, nell’immediato dopoguerra, la maggior parte delle persone che andavano in vacanza sceglieva destinazioni vicine, familiari, percepite come più sicure, più accessibili, anche economicamente.

Anni ’60: “lontano”

Successivamente, a partire dagli anni ’60 del secolo scorso, con l’aumento del tempo libero, la diffusione del benessere, la disponibilità e il miglioramento dei collegamenti aerei, sempre più persone hanno optato per viaggi in destinazioni lontane, percepite come più esotiche e affascinanti.

Anni ‘80/90: “vicino/lontano”

Negli anni Ottanta e Novanta, molte persone pensando alle vacanze hanno trovato un punto di equilibrio tra “vicino e lontano”, optando per destinazioni vicine geograficamente, purché lontane “psicologicamente”, cioè purché diverse dall’ambiente abituale. Nel nostro paese, come in Francia o in Germania, la distanza psicologica si è tradotta spesso nella ricerca di uno stile di vita rurale, semplice, ma anche “esotico” a pochi chilometri da casa: la campagna, la montagna “incontaminata” e le altre destinazioni diventano il luogo dell’inatteso.

Anni 2010: “inversione temporale”

In un mondo iper-connesso e standardizzato, la distanza psicologica si è evoluta in quella che definirei una ‘inversione rituale emotiva’: il turista cerca contesti che sovvertano i rituali quotidiani, non solo un cambio di scenario, ma un cambio di ritmo, relazioni, tempo e modalità di presenza.

Il turista cerca contesti antropologicamente distanti dalla routine quotidiana e digitale. Lo “scarto emotivo” rispetto alla vita ordinaria si realizza nell’incontro con l’altro, nella dimensione comunitaria, nella lentezza, e per chi lo desidera nella “disconnessione”. In questo scenario, molto articolato, accade che borghi e paesi vengono percepiti come un viaggio nel tempo più che nello spazio, per i loro stili di vita che nella quotidianità erano andati perduti. Viceversa chi nella quotidianità vive un ambiente statico, in vacanza va alla ricerca di ritmi frenetici, chi invece vive contesti frenetici, cerca ancora più adrenalina, chi vive contesti “misti” e cerca “inversioni rituali” nuove e diverse…

Oggi: il tempo delle passioni oltre la distanza

Oggi, in uno scenario che si evolve anche con una forte attenzione ai temi dell’ambiente e dell’impatto climatico, lo spazio geografico si azzera di fronte allo spazio delle passioni. Chi viaggia non lo fa più semplicemente per “vedere un luogo”, ma per vivere la propria passione.

In questa dimensione, la distanza geografica perde di valore: e la passione diventa il vero motore del viaggio.

Una destinazione vicina, esattamente come una lontana può essere il palcoscenico ideale per coltivare una passione e per permettere di incontrare persone che hanno interessi affini.

 

Giancarlo Dall’Ara

GDA Giancarlo Dall'Ara Consulenze e progetti di marketing
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