Nascita, successo e logoramento del concetto di esperienza
Ascesa e declino dell’esperienza
Ho provato a sintetizzare in una infografica una breve storia del concetto di esperienza, il suo successo, i motivi del logoramento attuale e le possibili prospettive: un tema gigantesco. Per rendere più “trasparente” l’infografica ho pensato di pubblicare di seguito il testo del prompt che ho utilizzato per l’elaborazione.
1. Radici dell’esperienza: dagli anni ’60 ai primi ’90
In questi decenni diversi studiosi aprono la strada: Erving Goffman interpreta le interazioni sociali in chiave teatrale, mentre Stephen Grove e Raymond Fisk, all’inizio degli anni novanta, estendono esplicitamente questa metafora ai servizi, analizzando messa in scena, ruoli e ambienti di servizio.
2. Pine & Gilmore: 1998 1999
Con “Welcome to the Experience Economy”, e il successivo libro, Pine e Gilmore propongono l’esperienza come nuovo livello di offerta economica.
3. L’onda del successo: anni 2000
Il modello viene rapidamente adottato da imprese, consulenti e accademici in molti paesi, diventando un importante riferimento per differenziare prodotti e servizi in mercati maturi.
4. L’approdo nel turismo: anni 2000 fino ad oggi
Il turismo diventa rapidamente il settore privilegiato dell’Economia dell’Esperienza: destinazioni e operatori ripensano prodotti e servizi come sequenze di esperienze tematiche, immersive e memorabili lungo il viaggio.
5. Inflazione e logoramento del termine: oggi
“Esperienza” diventa una buzzword: tutto è etichettato come esperienza, con omologazione dell’offerta e perdita di forza distintiva del concetto.
6. Nuove prospettive: oggi
Accanto alla retorica generica dell’esperienza, emerge una nuova attenzione per trasformazioni personali e passioni: forme di viaggio che puntano a legare in modo duraturo persone, luoghi e comunità. In questo quadro si colloca la mia proposta che sposta l’attenzione dalla mera esperienza alla condivisione di momenti di vita con persone appassionate, usando le passioni come nuova unità di lettura della domanda turistica.
Giancarlo Dall’Ara
