Borgo non è solo un nome
Da tempo, sul tema dei borghi, si è affermata in Italia una narrazione molto presente nei media e nei circoli accademici e istituzionali. È un’impostazione che ha goduto di enormi risorse pubbliche, ma che non ha ancora dato risposte convincenti sui nodi veri: spopolamento, tenuta dei servizi, rigenerazione dei luoghi.
Tra le affermazioni che considero più discutibili c’è l’idea che la parola “borgo” sia un’invenzione del marketing. Al contrario, “borgo” è una parola profondamente radicata nella letteratura italiana, usata con continuità per secoli e legata a una precisa realtà storica e urbana.
Per questo continuo a chiedere al Ministero e agli enti competenti di valorizzare il termine “borgo”, di non tradurlo e di mantenerlo in italiano, esattamente come faccio da sempre con “albergo diffuso”: perché “borgo” non è solo un nome, ma un posizionamento di grande valore.
GD
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