Creare applicazioni web senza toccare il codice: il mio test con i modelli Kimi K2

Abstract: Ho messo alla prova Kimi, l’assistente di Moonshot AI recentemente aggiornato con i modelli della serie K2. Attraverso un test pratico focalizzato sul tema del logoramento del concetto di esperienza nel turismo, l’articolo descrive il processo di generazione di una pagina web interattiva e la sua successiva pubblicazione tramite Netlify, evidenziando i vantaggi operativi e i limiti strutturali di questo approccio conversazionale

 

Ho messo alla prova Kimi per creare una pagina web interattiva

Pochi giorni fa ho condiviso le mie impressioni su Google Build, sottolineando come la programmazione basata puramente sul dialogo in linguaggio naturale stia cambiando il nostro modo di dare forma alle idee. Per dare continuità a questa ricerca ieri ho voluto fare un nuovo test con un altro strumento che sta facendo parlare molto di sé: Kimi.

Sviluppato dalla startup Moonshot AI e lanciato inizialmente tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024, Kimi è un assistente basato su intelligenza artificiale che ha vissuto una rapidissima evoluzione. Con il recente rilascio dei modelli della serie Kimi K2 e l’introduzione di architetture ad agenti capaci di coordinare compiti complessi in parallelo, la piattaforma si distingue oggi per una spiccata abilità nella generazione autonoma di codice e interfacce interattive. Come faccio da qualche tempo (vedi nota in fondo all’articolo), anche qui volevo verificare se un “non-programmatore” come me, possa tradurre un concetto complesso in un’applicazione visiva in pochi minuti.

Per questo ho scelto un tema a me molto caro, ovvero una riflessione sull’evoluzione e sul logoramento del concetto di esperienza nel turismo. Ho inserito nel sistema un prompt dettagliato, chiedendo di realizzare una pagina web interattiva di carattere divulgativo che potesse guidare l’utente alla scoperta di questa problematica.

In pochi secondi il sistema ha elaborato la struttura logica, l’interfaccia grafica e i collegamenti ipertestuali della pagina, mostrandomi un’anteprima funzionante. Naturalmente, trattandosi di un primo test, avrei potuto avviare una seconda fase di rifinitura conversazionale per correggere alcuni dettagli o integrare ulteriori contenuti. Il risultato iniziale mi è sembrato tuttavia già buono per comprendere le potenzialità del mezzo.

Kimi fornisce lo scheletro puro della pagina sotto forma di file HTML. Per renderlo accessibile ho dovuto utilizzare un hosting esterno. Ho scelto Netlify, una piattaforma di sviluppo web che nella sua versione gratuita permette di mettere online pagine statiche in modo istantaneo, semplicemente trascinando il file nel browser.

Il risultato finale di questo esperimento è qui:

https://nimble-starlight-007cfe.netlify.app/

L’analisi di questo test mette in luce vantaggi evidenti e alcuni limiti strutturali.

Tra i punti di forza spiccano senza dubbio la semplicità d’uso e la rapidità di esecuzione, unite alla possibilità di modificare l’aspetto grafico e i contenuti dialogando con l’assistente come si farebbe con un collaboratore umano.

Il limite principale risiede invece nella separazione tra la fase di creazione e quella di distribuzione. Se con i modelli integrati l’applicazione è subito pronta e ospitata su server proprietari, in questo caso l’utente deve farsi carico di gestire autonomamente il file generato, affrontando piccoli passaggi tecnici che per i non addetti ai lavori possono rappresentare una barriera.

Giancarlo Dall’Ara


Di seguito gli altri test più recenti che ho fatto con l’AI:

Google Build

OMNI

Pomelli

Google Trends

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