Turismo cinese: torturare i numeri non basta

Una scheda di lettura critica dei dati ufficiali — Studio GDA / marketing-turistico.com

 

I dati ufficiali: un racconto ottimista 

Il Ministero cinese della Cultura e del Turismo cinese pubblica regolarmente numeri che fanno effetto. Nel 2025 sono stati effettuati oltre 6,5 miliardi di viaggi domestici, un dato usato per dimostrare la vitalità del mercato. Durante il Capodanno lunare si sono registrati 596 milioni di movimenti domestici con una spesa di 803,4 miliardi di yuan: record storico, titolano i comunicati ufficiali. Nei primi tre giorni di gennaio 2026 si sono censiti 142 milioni di spostamenti interni con una spesa di 84,8 miliardi di yuan.

Sul fronte outbound, le stime previsionali sono altrettanto generose. Per il 2026, alcuni osservatori specializzati tra cui la European Travel Commission stimano un incremento degli arrivi cinesi in Europa del +28% rispetto al 2025, e una fonte di settore parla addirittura di una crescita dei viaggi outbound del +60%, un dato che tuttavia estrapola in modo improprio un picco puramente estivo registrato nell’estate del 2025 per applicarlo all’intero anno 2026.

Sono numeri che funzionano. Fanno notizia, alimentano aspettative negli operatori, legittimano investimenti nelle destinazioni.

Ma che numeri sono?

Il giornalista Daniele Manca, nella sua rubrica “Non solo numeri” su Corriere TV, ha recentemente applicato ai dati economici cinesi la celebre avvertenza attribuita al premio Nobel Ronald Coase: “se torturi i numeri abbastanza a lungo, confesseranno qualsiasi cosa”. L’aforisma non accusa Pechino di falsità, ma invita a non isolare le cifre dal contesto – perché un dato selezionato può raccontare esattamente l’opposto della realtà complessiva.

Applicato al turismo outbound, il metodo funziona così: i dati di flusso domestici (6,5 miliardi di viaggi interni) vengono usati per accreditare la narrazione di un mercato travolgente, anche quando i numeri outbound – quelli che interessano noi – raccontano una storia molto più cauta e discontinua.

 

Verso dati più realistici

Le analisi condotte dallo Studio GDA su marketing-turistico.com mostrano un quadro assai più articolato e prudente rispetto alle previsioni ufficiali.

Il 2025 è stato un passo avanti, non un boom.

La ripresa outbound è in corso, ma a velocità variabile: l’economia cinese cresce poco, la disoccupazione giovanile resta elevata, la fiducia dei consumatori è fragile. Nello stesso anno 2025 in cui si celebravano i record dei viaggi interni, il 95,6% dei viaggi cinesi complessivi è rimasto circoscritto entro i confini nazionali, riducendo l’outbound a una modesta quota del 4,4% del mercato totale – a conferma che l’outbound, anche a fronte di dati assoluti impressionanti, resta una frazione minoritaria, ancora condizionata da molteplici freni.

Le previsioni ottimistiche vanno valutate con tutte le cautele del caso.

Il +28% previsto per gli arrivi cinesi in Europa nel 2026 deve fare i conti con fattori strutturali che nessuna previsione ministeriale incorpora: le limitazioni alla capacità aerea sulle rotte eurasiatiche (sebbene nel 2026 i vettori cinesi abbiano aumentato la capacità del 56% in ASKs (cioè “chilometri di posti disponibili”) rispetto al 2019 potendo sorvolare lo spazio siberiano russo, le compagnie aeree europee hanno ridotto la loro capacità del 65% a causa dell’allungamento forzato delle rotte dovuto alle sanzioni e alle tensioni geopolitiche)[1], l’aumento dei costi dei biglietti, la complessità burocratica dei visti per le destinazioni europee e la completa operatività, a partire dal 10 aprile 2026, del sistema digitale Entry/Exit System (EES) per i controlli biometrici alle frontiere esterne dell’area Schengen.

Il confronto con il 2019 sarebbe il benchmark onesto, ma ad oggi nessuna previsione cinese, ufficiale o no, indica con precisione quando i volumi outbound torneranno ai livelli pre-pandemia.

Per chi lavora su destinazioni europee la raccomandazione è la stessa di Daniele Manca applicata all’economia: non lasciarsi sedurre dalle cifre aggregate.

I numeri, da soli, non bastano. Soprattutto quando qualcuno li ha torturati abbastanza a lungo.

Studio GDA — www.marketing-turistico.com


Per approfondire l’analisi sul turismo cinese continua a leggere QUI 


[1] Fonte: Cirium Diio Mi. Si vedano anche i rapporti previsionali della Commercial Aircraft Corporation of China (COMAC).

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