Turismo giapponese oubound: segnali di ripresa

 

Turismo giapponese outbound: segnali di ripresa e prospettive per l’Italia

Dopo anni di stop and go, il turismo giapponese all’estero sta tornando a muoversi con passo più deciso, anche se il ritmo resta più lento rispetto ad altri mercati asiatici.
Ad agosto 2025 i viaggi outbound dei giapponesi hanno superato quota 1,6 milioni, con un incremento del 14,7% rispetto all’anno precedente, ma ancora circa il 21,9% in meno rispetto al 2019.
Nei primi otto mesi del 2025 si contano 9,46 milioni di partenze, mentre il turismo inbound verso il Giappone tocca nuovi record: 3,43 milioni di arrivi solo ad agosto, con una crescita del 16,9% rispetto al 2024. È il segno di una forte capacità di attrazione del Giappone.

Tre segnali da osservare con attenzione

  1. Yen debole, ma non per tutti. Il cambio sfavorevole penalizza le fasce più sensibili al prezzo, ma non frena la voglia di viaggiare dei segmenti “fascia medio-alta” e dei turisti motivati dalle proprie passioni. Donne tra i 20 e i 29 anni e coppie tra i 30 e i 50 restano i “motori” principali del mercato.
  2. Voli diretti, ma ancora pochi. Con il collegamento Roma–Tokyo Haneda giornaliero di ITA Airways e il Milano–Tokyo Haneda stagionale di ANA, la connettività italiana è credibile ma ancora limitata rispetto a Londra, Parigi o Francoforte. Bene per i viaggiatori premium e per le nicchie, meno per i grandi flussi.
  3. Una ripresa a metà. La curva è positiva, ma la distanza dal 2019 resta ampia. Per tornare ai livelli pre-pandemia servono strategie mirate, capaci di ridurre le barriere percepite: lingua, tempo, costi e fiducia.

Le prospettive per l’Italia
L’Italia resta competitiva su quattro leve: patrimonio culturale e artistico, borghi e autenticità (con il modello dell’ospitalità diffusa), cucina e lifestyle, itinerari tematici che spaziano dalla musica al design, dalle location cinematografiche ai cammini spirituali intesi come ricerca di senso.

Le finestre di domanda più promettenti restano il periodo del Capodanno lunare (febbraio), la Golden Week (fine aprile–inizio maggio), i mesi estivi e la Silver Week di settembre.
Occorre lavorare con largo anticipo, almeno 60–120 giorni prima, con offerte chiare, prezzi trasparenti e stabili, non influenzati dalle oscillazioni dello yen.
In conclusione, il 2025 potrebbe chiudersi con oltre 12 milioni di viaggi outbound, ancora sotto i livelli pre-Covid ma in solida crescita.
L’Italia ha l’opportunità di guadagnare quote puntando su prodotti corti, intensi e tematici, ad alto valore aggiunto: short break, tour d’arte e dei borghi, esperienze che uniscono Roma e Firenze o Milano e i laghi.
Non serve inseguire i grandi numeri: meglio coltivare le relazioni nate anche sull’onda dell’Expo di Osaka, trasformandole in ponti di dialogo culturale e turistico duraturo.

GD

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