Regno Unito: 94 milioni di viaggi all’estero

Regno Unito – Viaggiare come abitudine culturale

Il mercato britannico è uno dei più maturi e solidi del turismo internazionale. Viaggiare all’estero è parte integrante dello stile di vita dei britannici, un’abitudine radicata che si conserva anche in tempi di incertezza economica. La propensione al viaggio è alta, sostenuta da una capacità di spesa significativa, ma oggi risente delle pressioni legate al costo della vita, all’inflazione e ovviamente al cambio sterlina-euro, fattori che rendono i comportamenti più selettivi e orientati al valore percepito.

Ogni anno i residenti in Gran Bretagna effettuano circa 94 milioni di viaggi all’estero, con una netta prevalenza verso i Paesi europei, che assorbono circa i tre quarti del flusso complessivo. L’Italia resta stabilmente tra le prime cinque destinazioni, grazie a un’immagine che combina cultura, arte, cucina e quel particolare stile di vita che i britannici associano all’idea di relax e di qualità.

Negli ultimi anni si osserva un’evoluzione nelle motivazioni di viaggio. Accanto al turismo classico, emergono segmenti che cercano esperienze personalizzate, sostenibili e capaci di offrire contenuti autentici. Per gli operatori italiani questo significa rivolgersi non solo ai viaggiatori più abbienti, ma anche a quei turisti esperienziali che scelgono le destinazioni in funzione delle proprie passioni: la cucina, la natura, il trekking, la cultura o il cicloturismo. L’Italia può intercettare questa domanda proponendo esperienze costruite attorno al tema “Italia per la mia passione”, dove la dimensione emotiva diventa parte del valore dell’offerta.

La sostenibilità e il turismo responsabile sono oggi leve decisive, soprattutto per le generazioni più giovani. Chi sceglie l’Italia cerca autenticità, ma anche coerenza. In questo senso, i territori di scoperta, e le forme di ospitalità alternative rappresentano un vantaggio competitivo per il Paese, purché raccontati e resi accessibili con chiarezza.

È importante che la proposta italiana sia “british friendly”, ovvero comprensibile e facilmente fruibile: siti web in inglese, sistemi di prenotazione semplici, informazioni chiare su trasporti e accessibilità. Al tempo stesso, conviene lavorare con operatori, OTA e tour operator britannici specializzati nel turismo esperienziale, in grado di comunicare il valore della differenza italiana.

Il mercato britannico risponde bene alle proposte fuori stagione, a condizione che offrano qualità, plus e un ritmo più lento. Gli inglesi amano viaggiare per scoprire, non solo per evadere: proposte legate al paesaggio, alla cultura, al vivere quotidiano dei luoghi possono trasformare l’Italia meno nota in una destinazione di elezione.

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