Come uso Google Trends e l’AI per fare ricerca nel turismo
Ricerca turistica e AI: analizzare l’interesse digitale con Google Trends e Gemini
(senza confondere i dati delle ricerche digitali con la realtà dei comportamenti)
Abstract: L’integrazione di Gemini in Google Trends apre nuove frontiere per la ricerca nel turismo, democratizzando l’accesso all’analisi dei dati. In questo articolo, descrivo un test realizzato per mappare l’interesse digitale e i turismi motivazionali (culturale, enogastronomico, ecoturismo), distinguendo la “fase della vacanza sognata” dai flussi reali di pernottamento. Nell’articolo analizzo anche i nuovi strumenti digitali come “materia prima” per interpretare le domande latenti dei mercati e progettare prodotti turistici basati sulle passioni e sul coinvolgimento autentico dei territori.
Da un paio di settimane Google Trends è potenziato da Gemini, così ho deciso di condurre una ricerca, per mappare l’interesse digitale e le motivazioni al turismo nel nostro Paese negli ultimi 12 mesi, concentrandomi su alcuni “Turismi” motivazionali.
Ora però più che i numeri in sé, quello che mi interessa condividere è il metodo: come questi strumenti possono diventare la base per una ricerca personale, ricca di spunti.
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Cosa ti fa vedere Google Trends (e cosa no)
- Ti permette di fare ricerca nella fase della vacanza sognata.
- Ti mostra dove si concentra l’“interesse digitale”: temi, stagionalità, regioni “calde”...
- Non ti dice quante persone viaggeranno davvero, né quanti pernottamenti genereranno.
- Per questo parlo di “interesse digitale”, un indicatore potenzialmente “predittivo”, non una fotografia dei movimenti reali.
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Cosa ho fatto, in pratica
- Ho selezionato alcune motivazioni (turismo culturale, enogastronomico, sportivo, ecoturismo, musicale, moda, cinema) e ho analizzato l’andamento delle ricerche negli ultimi 12 mesi.
- Ho guardato dove questi interessi si concentrano di più a livello regionale (per esempio la Campania sull’enogastronomia, il Lazio con un mix più equilibrato, ecc.).
- Con l’AI ho organizzato, sintetizzato e interpretato queste informazioni per trasformarle in piste di lavoro per operatori e territori. Un bel cambiamento rispetto alle ricerche che si potevano fare prima del potenziamento di Google Trends.
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Un paio di insight interessanti
- All’interno dei “turismi” che ho esaminato, quello culturale emerge come pilastro dell’interesse digitale in Italia, mentre i turismi “minori” messi insieme non sono affatto marginali.
- In Campania, l’interesse per la gastronomia quasi pareggia quello per la cultura: un segnale forte di come i turismi motivazionali si intreccino e non vivano in compartimenti stagni.
- La frequenza della ricerca “progettazione e gestione del turismo culturale” rivela che molti operatori sentono il bisogno di nuovi strumenti e competenze.
Sono esempi, non verità assolute: servono a far vedere che tipo di letture diventano possibili quando si lavora sui dati digitali.
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Perché non mi “innamoro” di questi numeri
- I dati digitali sono materia prima: non sostituiscono il lavoro del ricercatore, lo rendono più ricco e più rapido;
- Dico “materia prima” perché l’AI ha bisogno della competenza e della conoscenza del settore da parte degli esperti, per essere guidata. Solo così può dare i suoi risultati migliori;
- Se prendiamo i dati alla lettera – trasformandoli direttamente in “presenze”, “fatturato” – ci raccontiamo una realtà che non esiste; se invece li usiamo come bussola, ci aiutano molto, anche a individuare nuove nicchie e domande latenti;
- Il nostro compito, come esperti e operatori, è completare questi input andando più a fondo, con l’ascolto dei territori, il confronto con i flussi reali, lo studio e le esperienze nei mercati, la progettazione di prodotti che parlino alle persone, ai loro sentimenti e passioni, non solo ai “segmenti”.
Spetta ancora a noi, ai ricercatori e agli operatori andare oltre:
- scoprire le vere attese della domanda,
- organizzare proposte capaci di rispondere ai desideri più veri – proprio per questo, più promettenti anche sul piano del successo,
- e infine orientare lo sviluppo del turismo, che ha bisogno sempre più di essere governato, e non subìto.
Giancarlo Dall’Ara