USA: il viaggio come elegia americana
Il viaggio come elegia americana
«Il viaggio definisce lo spirito americano. Ispira quel senso di avventura che è parte della loro storia»
Questa affermazione, anche se datata, è ancora una bussola narrativa efficace: per il viaggiatore statunitense il viaggio non è solo pausa o evasione, ma un atto di riconoscimento e scoperta di sé.
Naturalmente, nello scenario attuale entrano in gioco anche altre leve motivazionali, digitali, esperienziali e sostenibili.
Il viaggiatore statunitense oggi: potenzialità e orientamenti
Potenzialità
- Oggi il 92% degli americani dichiara di pianificare almeno un viaggio, interno o esterno, nell’arco dell’anno.
- Oltre la metà intende viaggiare più di quanto non abbia fatto nel 2024, o almeno intende allungare la durata della vacanza.
- Il mercato dei viaggi all’estero dagli Stati Uniti è previsto in forte espansione: tra il 2025 e il 2035 dovrebbe crescere a un ritmo medio annuo di circa il 5,4%, partendo da un valore stimato di circa 293 miliardi di dollari nel 2025.
Orientamenti
- Le motivazioni di viaggio tendono a privilegiare la connessione emotiva, la scoperta personale, la “narrazione del viaggio”, più che la semplice fuga o relax.
- Il budget medio è sensibilmente aumentato nelle intenzioni: ad esempio, nel 2025 molti americani dichiarano budget per viaggi più elevati rispetto all’anno precedente.
- La durata del soggiorno tende ad allungarsi, anche grazie alla maggiore diffusione di modalità “work-cation” (lavoro + vacanza) e soggiorni più immersivi.
Prenotazioni
- La prenotazione con largo anticipo è una caratteristica del passato, oggi rimane, ma prevalgono dinamiche più flessibili: molti viaggiatori statunitensi pianificano in anticipo, ma richiedono opzioni di modifica, cancellazione, e cercano modelli ibridi tra “fai da te” (DIY), e assistenza.
- Il ruolo delle OTA, dei tour operator e dell’intermediazione ibrida resta rilevante: soprattutto per pacchetti che combinano autenticità + comfort. Non si tratta quindi di un declino dell’intermediazione, ma di una sua trasformazione.
- Informazione e scelta sono sempre più influenzate da fonti digitali e comunità tematiche: recensioni, social, influencer di nicchia. Il “passaparola” tradizionale resta potente, ma è oggi “digitalizzato”.
Comportamenti di viaggio, segmenti chiave e passioni
- Soggiorni alternativi: cresce l’interesse per affitti privati, case immerse nella natura, strutture “diverse dall’hotel”. Il motivo: desiderio di immersività e autenticità (specialmente nei viaggiatori motivati dalle passioni).
- Sostenibilità & comunità: Nel 2025 oltre il 50% dei viaggiatori dichiara di essere consapevole dell’impatto turistico sulle comunità locali e sull’ambiente. Tuttavia, va evidenziato il “gap tra dire e fare”: costi, comodità e facilità fungono da barriere.
- Segmenti in evoluzione:
o Le famiglie continuano ad essere un target rilevante: viaggi multipli, ricerca di esperienze condivise.
o I viaggiatori “passione” (enogastronomia, arte, heritage, natura) rappresentano un’opportunità per l’Italia e per i borghi: si tratta di un pubblico disposto a spesa e a soggiorni più lunghi.
o Il fenomeno “workation” / turismo slow: soggiorni che coniugano tempo libero + lavoro remoto, richiedendo infrastrutture adeguate.
Qualche conclusione
- Le componenti costi (volo + soggiorno) continuano a influenzare fortemente la scelta della destinazione.
- Dal punto di vista operativo: gli operatori dovranno adattarsi a dinamiche quali: prenotazione più flessibile, contenuti digitali “mobile first”, segmentazione per passioni, partenariati con niche-influencer USA, offerte di soggiorni più lunghi.
- La sostenibilità può essere una leva di differenziazione: strutture, territori e operatori che integrano pratiche sostenibili, coinvolgono comunità locali e offrono esperienze “a valore”, avranno un vantaggio competitivo.
- Infine, è utile veicolare l’offerta come “esperienza trasformativa” e non solo “vacanza”: tempo, scoperta, emozione, appartenenza; sono questi i linguaggi e le proposte più adatte al viaggiatore americano di oggi.
GD