Turismo cinese, consuntivo 2025 e previsioni 2026
1. Il turismo cinese outbound nel 2025
La ripresa dei viaggi internazionali dalla Cina è in corso, ma procede a velocità variabile. L’economia cresce poco, la disoccupazione giovanile resta alta e la fiducia dei consumatori è per certi versi fragile. La spinta a viaggiare c’è, ma è accompagnata da prudenza: il desiderio di scoprire il mondo si mescola al bisogno di controllo della spesa.
Trend principali
Le mete a corto raggio – Sud-est asiatico, Giappone, Corea, Hong Kong e Macao – dominano ancora il mercato, mentre l’interesse per rotte medio-lunghe (Europa inclusa) cresce con passo lento. I gruppi organizzati perdono terreno, sostituiti da viaggiatori più indipendenti e curiosi, spesso alla ricerca di esperienze “autentiche”.
La spesa mostra un doppio binario: una parte di viaggiatori con budget elevato e una maggioranza più cauta. Prenotazioni last minute e forte influenza dei social come Xiaohongshu o Douyin guidano le scelte.
Chi viaggia
I senior cinesi (over 50) si confermano protagonisti: oltre 100 milioni di viaggiatori con un potere d’acquisto solido e interesse per cultura e comfort. I giovani, digitali e autonomi, restano la base numerica del mercato. In crescita anche il turismo “bleisure” (business + leisure), e MICE, con enfasi sull’esperienza più che sulla logistica.
Destinazioni
Giappone, Corea, Singapore e Malesia restano in testa. L’Europa è in risalita, ma la capacità dei voli, i visti e la preparazione “Chinese-friendly” delle destinazioni restano fattori determinanti. La situazione macroeconomica cinese invita alla cautela: la ripresa ci sarà, ma sarà graduale, non esplosiva.
2. Il 2025 in corso
L’Italia torna nei radar del turista cinese, anche se con numeri ancora modesti. Gli arrivi del primo quadrimestre 2025 segnano un piccolissimo incremento rispetto all’anno precedente. Roma, Firenze e Venezia restano tappe obbligate, ma cresce l’interesse per esperienze più lente e diffuse: coste, borghi, enogastronomia, arte “vissuta”.
Il viaggiatore cinese oggi cerca autenticità oltre che lusso: tempo di qualità, contatto umano, luoghi con identità. È una domanda perfettamente compatibile con il nostro turismo dei borghi, ma richiede strutture accoglienti, narrazioni credibili e servizi digitali aggiornati.
3. Previsioni per il 2026
Il 2026 potrebbe segnare il ritorno ai volumi pre-pandemia, ma la crescita sarà selettiva. L’Europa, e in particolare l’Italia, potranno beneficiarne se sapranno puntare su qualità, autenticità e sostenibilità.
Il viaggiatore cinese sarà più maturo: sceglierà esperienze tematiche (natura, cucina, cultura, borghi), soggiorni più lunghi e località meno affollate. Si consolida il turismo FIT, cala quello dei tour di gruppo. Prezzo e valore resteranno in equilibrio delicato: vincerà chi offrirà esperienze che “valgono il viaggio”.
4. Conclusione
Il 2025 segna un passo avanti, non un boom. Il turismo cinese outbound cambia volto; estremizzando: meno consumo, più senso. L’Italia può giocare un ruolo da protagonista se saprà presentarsi come paese dell’autenticità, con proposte accoglienti, esperienze lente e sostenibili, e un racconto capace di parlare alle passioni del nuovo viaggiatore cinese.
GD